Botaniche - Antiche

 

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Le rose botaniche sono tutte quelle che crescono selvatiche nelle varie parti del mondo. Ne esistono attualmente qualche centinaio di varietà, per ibridazione naturale soprattutto le botaniche, dalle caratteristiche molto diverse a seconda di clima e zone d’origine. Queste rose sono adatte a creare dei giardini più naturali, meno onerosi: alcune con ridotte dimensioni ben si armonizzano anche nei piccoli giardini, ma altre hanno una capacità di sviluppo quasi gigante, adatte a crescere sugli alberi. I loro fiori sono spesso semplici, raramente profumati, con unica fioritura e producono spesso bacche molto decorative.
 
 
 
Può essere considerata l'antenata di tutte le rose europee, il suo DNA ha dimostrato che è stata la madre di R. damascena, di R. alba e di R. centifolia. E' indigena dell'Europa centrale, del sud ed anche dell'Asia Minore da dove è probabilmente originaria. Tutte le varietà orticole discendono dalla specie botanica Rosa gallica, piccolo arbusto rustico e vigoroso, di circa 50cm, poco spinoso, dal fiore semplice rosa chiaro. Gli ibridi di questa specie formano bassi cespugli, ma non raramente raggiungono 150 cm in altezza, non ci sono rampicanti, hanno forme erette e sono molto sani. La maggior parte delle piante è provvista di aculei, il fogliame è grande, coriaceo, verde scuro. Nei fiori, semplici, semidoppi o doppi, si trova una gamma di colori che va dal rosa al malva, in alcune varietà con magnifiche sfumature come il carminio e il porpora. Assolutamente assente il bianco e il giallo, solo la R.gallica ‘versicolor’ ha petali striati di rosa e bianco. Producono una fioritura unica che va da maggio a giugno/luglio, hanno una profumazione ottima, i frutti sono sferici. Sono molto resistenti al freddo, che, di fatto, è loro indispensabile per fiorire bene. Non hanno esigenze particolari per il terreno. Producono molti polloni che utilizzano come metodo di riproduzione.
 
 
 
Appartenenti alla famiglia della R. caninae, crescono robuste ed erette, e gli steli lunghi portano fiori e foglie soltanto verso la sommità; se piegate verso il basso, tenderanno invece coprirsi di foglie e fiori per tutta la lunghezza del fusto. Sono piante robuste e molto longeve, prosperano volentieri in climi freddi, tollerano la mezz’ombra e suoli poveri. I fiori sono bianchi, lievemente rosati e dotati di profumi squisiti. Il fogliame è grigio-verde e la fioritura, che è tardiva, non si ripete. Sopportano anche drastiche potature. Si prestano molto bene a essere usate per la realizzazione di siepi, anche esposte a nord. 
 

Felicitè Parmentier

 
 
Si presume che la rosa damascena fosse già coltivata nei paesi mediterranei prima dell'era cristiana: è la rosa doppia di cui parlano gli scrittori greci e romani. Ci sono due gruppi di rose damasco: quelle a fioritura unica, le “Damasco d’Estate”, arbusto alto 2m con lunghi fusti che tendono ad arcuarsi e ricoperti di setole dure e fitte spine, foglie chiare a 5 segmenti, corolle semidoppie tra il bianco e il rosa, con forte profumo speziato, e la "Damasco d'autunno" o “Quatre saison” (R. damascena bifera o semperflorens), l’unica varietà antica, insieme ai relativi ibridi, che fiorisce due volte, con corolle doppie, petali larghi di rosea seta e intensamente profumati, usata per gli incroci di Portland e Bourbon. Il più delle volte i loro rami ricadenti e spinosi sono tutt'altro che eleganti, ma quando appaiono i loro incantevoli fiori doppi, gli perdoniamo ogni difetto. Aiutandole pertanto con opportune potature e sostegni onde evitare la loro crescita disordinata e lassa, otterremo degli arbusti dal portamento aggraziato, arricchito dalla pienezza dei fiori che emanano un profumo davvero fantastico.  
 
Leda
 
 
Nata in Olanda nel XVI secolo, la rosa centifolia fu rappresentata in innumerevoli nature morte del XVII e XVIII secolo divenendo così la "rosa dei pittori“,  ha fiori profumati, ricchissimi di petali, di colore rosa. Solo le varietà discendenti dalla R. gallica presentano il colore viola rossastro con riflessi castano. Alcune varietà sono alte meno di 1 metro, altre superano i 2 metri. La pianta ha foglie grandi, grigio-verdi e opache, fittissimi gli aculei. Enormi e magnifici i fiori, di forma globosa, molto pesanti che si reclinano sui piccioli, con profumo superbo. Hanno un portamento molto aperto, spesso un po' lasso, emettono rami lunghi che hanno bisogno di essere accorciati oppure sostenuti. La duplicazione dei petali avviene a scapito degli stami rischiando quindi la sterilità: a questo ha posto rimedio l’uomo selezionando le varietà migliori. Non ripetono la fioritura e non esistono sarmentose. 
 
 
 
Sembra siano derivate dalla Centifolia attraverso una mutazione genetica spontanea prima della metà del XVIII secolo. Hanno steli, calice e sepali ricoperti di un fitto tessuto di peli glandulari simili a fine “muschio” verde-bruno rossastro, dall’odore di resina, che dà una nota particolare al loro profumo. Nessun’altro gruppo di rose si comporta con caratteristiche tanto diverse le une dalle altre: fiori bianchi, fiori rosa- rosso, fiori lilla-viola, fiori semplici, fiori doppi, fiori semidoppi, piccoli arbusti da vaso dovute a mutazioni nane, grandi arbusti adatti a colonne e spalliere. Dal 1840 in seguito ad incroci con R. portland ed ibridi perpetui sono diventate più o meno 
 
Salet
 
 
Originarie della Cina, del Giappone e di altri stati del Nord-Est dove esistono forme coltivate da centinaia di anni, sono delle varietà molto rustiche, che tollerano benissimo vento, freddo, siccità e hanno una alta resistenza alle più comuni malattie. Amano in modo particolare i suoli profondi, leggermente acidi, temono i ristagni idrici e quindi non sono adatte a terreni argillosi. Gli arbusti mostrano un bel fogliame verde brillante, con foglioline profondamente incise e ruvide, come piene di rughe, da cui deriva il loro nome botanico. Sono provviste di molti aculei e producono in autunno spettacolari bacche. Fiori da semplici a semidoppi a doppi, i colori: bianco, rosa, magenta, rari i rossi. La profumazione generalmente è molto buona. Non ci sono forme sarmentose. Qualche esemplare può regalare una seconda fioritura. Ottime anche nei giardini vicini al mare. 
 

Scabrosa

Repens Alba

 
 
Secondo la storia, tramite la Compagnia delle Indie Orientali olandese, una R. chinensis di colore rosa fu piantata nel 1789 nei giardini botanici di Haarlem e di Leiden, da qui sbarcò in Inghilterra dove fu commercializzata sotto il nome di “Parson’s Pink China”, probabilmente la stessa “Old Blush” dei nostri tempi. Nel 1792 un capitano dell’East India Company riportò in patria una rosa rossa, che fu chiamata “Slater’s Crimson China”: il patrimonio genetico di queste due rose, alle quali poi se ne aggiungeranno altre due diventando così le “quattro rose fattrici”, è stato sufficiente per provocare una vera rivoluzione. Infatti portarono doti come la continua rifiorenza, una ricchezza di colori mai vista, colori che si intensificano verso la sfioritura e purtroppo anche la perdita di tanti profumi. Formano cespugli di aspetto leggero e arioso, con rami sottili, fogliame verde lucente e quasi persistente, di forma appuntita, spesso di color prugna da giovane come anche gli steli apicali, fiori diversi per forma e struttura, raffinate e molto fiorifere. Tutte resistono bene al freddo e tollerano altrettanto bene caldo e siccità.
 
 
 
La Rosa tea: sempre secondo la storia, nel 1809 arrivò in Inghilterra la terza rosa considerata ‘fattrice’, fu chiamata “Hume’s Blush Tea-scented China”, oggi conosciuta come ‘R. odorata’, di colore rosa chiaro, doppia e profumata. Poi nel 1824 arrivò anche la “Park’s Yellow Tea-scented China”, di colore giallo pallido, entrambi risultati di incroci tra la ‘R. chinensis’ e la ‘R. gigantea’ e con questa profumazione simile alle foglie del tè, anche se dopo alcune generazioni di incroci non era più apprezzabile. Formano arbusti eleganti che soffrono le potature eccessive. I colori sono generalmente sfumati e vanno dal camoscio all'albicocca fino al rame e al ciliegia. Le varietà rampicanti sono descritte nell'apposita sezione e sono tutte generalmente robuste e resistenti al freddo.  Come già detto, il panorama della rosa occidentale fu sconvolto, nel tentativo di creare la rosa ideale, dall’arrivo delle quattro rose fattrici cinesi. Di queste solo la Old Blush non ha portamento sarmentoso, quindi nei vari tentativi di ibridazione che portarono alla creazione delle rose moderne si formarono gruppi o singole varietà all’interno dei vari gruppi differenti dalle Climbing moderne perché comunque ottenute per ibridazione ma con portamento diverso dai lianosi Rambler. Con la loro grande varietà di fioriture, di profumi, di fogliame e di portamenti, le rose tea, specie le rampicanti, offrono diverse possibilità d'impiego. Nell'800 erano usate per abbellire gazebi, pergole, arcate, muri di ville e castelli essendo molto apprezzate per i loro colori unici. Poi tra il 1900 e il 1930 furono create molte varietà nuove tutte di grande raffinatezza ed eleganza.
 
 
 
Gli ibridi ‘Portland’, chiamati anche ‘Damasco Perpetui’, furono uno dei primi tentativi di creare una rosa rifiorente, e sono stati coltivati ampiamente dagli inizi del 1800 fino all’introduzione degli ‘Ibridi Perpetui’ quasi quaranta anni più tardi. Sono cespugli eretti medio-piccoli, conosciuti per i loro fiori raggruppati e ben sostenuti sopra il fogliame. Hanno il profumo delle damasco. Sono spesso di colore rosa, ma anche rosso scuro. Fioritura abbondante in giugno per poi fermarsi e riprendere generosamente in autunno. Alcune varietà fioriscono ininterrottamente per tutta l’estate. La forma contenuta le rende utili per piccoli giardini e piante in vaso.
 
 
 
Le rose bourboniane sono state le regine incontrastate nei giardini dell’ '800. Si dice che fu scoperta nell’isola di Bourbon (oggi Réunion) nell’Oceano Indiano. Non sono rosai delicati, amano il caldo e non gradiscono troppo pioggia e umidità. Amano i suoli ricchi. Stupende e morbide le corolle dei fiori che hanno una profumazione forte e dolce. La fioritura inizia nella tarda primavera e va avanti molto a lungo. I colori sono generalmente delicati, ma sfoggiano anche intensi cremisi e porpora, mentre i gialli sono completamente assenti. Per incoraggiare la seconda fioritura sarà bene eseguire un'accurata potatura a verde. Le rose ‘Bourbon’ divennero rapidamente tra le più popolari del XIX secolo, perché combinavano il meglio delle rose europee e di quelle orientali. Queste rose non sono mai uscite dai giardini.
 
 
 
Un coltivatore di riso nel Sud Carolina, avuta in dono la sarmentosa cinese Parson’s Pink la incrociò con la R. moschata e regalò al suo vicino Philippe Noisette alcune di queste piante, che le spedì al fratello Louis a Parigi. Nacquero così le prime “Noisette” le cui caratteristiche sono la natura forte, la crescita libera e alta, i grandi grappoli di fiori e la rifiorenza. Esse hanno aggiunto una nuova serie di colori, specialmente il giallo, alle sarmentose di quel tempo. I colori variano dal crema al dorato intenso passando per il rosa. Le dimensioni dei fiori variano da piccoli a grappoli fino ad assomigliare a quelli delle tè, con le quali erano state ulteriormente incrociate creando la classe delle ‘Tea-Noisette’ . Sono in fiore per tutta l'estate, hanno forme delicate e belle foglie eleganti, lucide e appuntite. Profumo fruttato, a volte pungente.
 
 
Si ebbero a partire dalla metà dell’800 circa in Inghilterra, sono risultanti dalla fusione di una Bourbon con rose di qualsiasi altra varietà. In realtà non rifiorivano ripetutamente. Sono arbusti dalla forma rigorosa e tozza, dotati di un bel fogliame grande e sano, poco adatti per bordure o piantagioni in massa. Si usava piantarli a gruppetti di 2-3 o isolati, spesso nelle testate dei filari di viti come “sentinella” per evidenziare un attacco d’oidio. Portano fiori spesso doppi, dal profumo generoso, in maggioranza di colore dal rosa chiaro al rosa intenso.
 
 
 
Una arbustiva selvatica di tipo sarmentoso portata nel sud Europa nel XVI secolo da India o Cina. Cominciò a diffondersi con una gamma unica di cultivar, gli ‘Ibridi di Moschata, largamente coltivati ancora oggi, di cui il principale autore fu il reverendo Joseph Hardwick Pemberton (da qui l’appellativo di ‘Rose del curato’) che operò nei primi decenni del ‘900. Si tratta di rosai molto preziosi in qualsiasi giardino. Formano ampi e aggraziati cespugli che con i grandi corimbi di fiori sanno creare effetti molto teatrali. Lunghe e ripetute le fioriture, molti i colori dei fiori che sono piccoli, medi e qualcuno anche grande, grandi invece le fragranze. In autunno regalano bacche decorative.